Tesoro Messicano

Libro simbolo dell’attività editoriale lincea, il Rerum medicarum Novae Hispaniae thesaurus, meglio noto come Tesoro messicano, è una straordinaria silloge di botanica, zoologia e mineralogia del Nuovo Mondo, tratta dalle Relationes di Francisco Hernández, protomedico di Filippo II, in missione in Messico dal 1570 al 1576 per indagini sui naturalia autoctoni. Il trattato, che prende le mosse dall’epitome di Nardo Antonio Recchi, vede la luce nella sua interezza nel 1651, quando Federico Cesi, fondatore dell’Accademia dei Lincei e promotore della stampa, è morto da oltre vent’anni (1630). Non pochi ostacoli si frappongono infatti all’ambizioso disegno editoriale: gli alti costi dovuti al sontuoso apparato iconografico (circa ottocento xilografie), la pretesa che esso sia il più fedele e rigoroso possibile, le spinose questioni con la censura.
Alla pubblicazione si dedicano, oltre a Cesi, Johannes Schreck (Terrentius), autore di osservazioni botaniche; Johannes Faber, cui si deve l’ampia sezione zoologica (gli Animalia Mexicana); Fabio Colonna, autore di Adnotationes botaniche; Cassiano dal Pozzo con il cosiddetto Liber unicus; Josse de Ricke (Ryquius), chiamato a un lavoro di “spongia” sullo stile; e infine Francesco Stelluti, il quale non soltanto attende al corposo apparato di indici, ma insieme con il sodale Cassiano dal Pozzo provvede alla pubblicazione del trattato nella versione definitiva del 1651.
Monumentale è infine il corpus delle fonti, scritte e orali, soprattutto quelle connesse con l’arrivo dei pellegrini dal Nuovo Mondo a Roma nel 1625, in grado di fornire notizie fedeli sulle piante e gli animali messicani.

Accademia dei Lincei

Libellus e Mexicanarum plantarum imaginibus (Libro delle piante indiane)

Animalia Mexicana

Cronologia

Rerum medicarum Novae Hispaniae thesaurus (Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, Archivio Linceo 31)