Accademia dei Lincei
L’Accademia dei Lincei, fondata nel 1603 da Federico Cesi, Francesco Stelluti, Anastasio de Filiis e Johannes van Heeck (Heckius), per promuovere studi naturalistici, e in particolare botanici, è una delle più antiche accademie scientifiche del mondo. Nella Roma degli inizi del XVII secolo, che di lì a poco avrebbe assistito alle magnificenze del pontificato di Urbano VIII e all’influenza nelle arti e nelle scienze dei Barberini (molto vicini anche all’attività lincea), il diciottenne Cesi e i suoi sodali si proponevano di studiare il mondo naturale con occhi acuti e penetranti, come quelli che allora si attribuivano alla lince, emblema accademico, teorizzando oltre all’osservazione, la stesura dei testi, la stampa e la loro divulgazione.
Il primo decennio di vita dell’Accademia, nel quale fu ascritto al sodalizio Galileo Galilei (1611), vide un intenso lavoro inerente allo studio e alla descrizione della flora e della fauna messicana, che culminò nel 1613 nella pubblicazione del Libro delle piante indiane, dedicato al vescovo bavarese Johann Gottfried von Aschhausen, in visita a Roma. Nello stesso anno Galilei pubblica la Istoria e dimostrazione intorno alle macchie solari, che attesta con ogni evidenza il ruolo del consesso linceo, testimoniato dall’immagine della lince sul frontespizio del volume. Al 1625 risale la pubblicazione del Saggiatore galileiano e degli studi cesiani dedicati alle api (Apiarum), mentre nel 1628 il medico tedesco Johannes Faber, primo cancelliere dell’Accademia, affida ai torchi gli Animalia Mexicana, silloge della fauna del Nuovo Mondo che, insieme con la sezione botanica, notevolmente arricchita rispetto al Libro delle piante indiane, e con quella mineralogica, confluirà nel Rerum medicarum Novae Hispaniae thesaurus, il cosiddetto Tesoro messicano.
Dopo un tentativo di rifondazione ad opera del medico riminese Giovanni Bianchi fra il 1745 e il 1755, l’eredità lincea viene raccolta nei primi decenni dell’Ottocento dall’abate Feliciano Scarpellini, successivamente confluisce nella Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei, istituita da Pio IX, e infine dà vita, nel 1874, alla Reale Accademia dei Lincei. L’ambizioso progetto scientifico nasce nel contesto della nuova realtà politica italiana, con la guida di Quintino Sella, primo Presidente della rinnovata istituzione. Da qui, attraverso le alterne vicende legate alla soppressione della Reale Accademia dei Lincei nel 1939, al suo accorpamento con l’Accademia d’Italia, fondata da Benito Mussolini nel 1926, e alla successiva nascita dell’Accademia Nazionale dei Lincei nel 1946, deriva l’istituzione odierna.






